Non ho un NAS Synology nuovo. Ho due OptiPlex recuperati, due vecchi Synology DS112j comprati usati anni fa e un setup che nel tempo si è un po’ stratificato. Non è la soluzione più pulita del mondo, ma funziona e mi è costata una frazione di quello che avrei speso comprando tutto nuovo.

Vale la pena raccontarlo, anche perché secondo me il mercato dei PC aziendali usati è ancora sottovalutato per questo tipo di utilizzo.

Le macchine

Ho un OptiPlex 3070 Micro e un OptiPlex 3050 Micro, entrambi con 16 GB di RAM DDR4 e un SSD da 1 TB. Li ho presi su eBay e Subito.it, spendendo tra i 70 e i 90€ ciascuno. Erano macchine d’ufficio, con qualche graffio sul case e Windows 10 Pro installato — che ho subito rimpiazzato.

Il formato Micro di Dell è una di quelle cose che sembrano un giocattolo la prima volta che le vedi: 18x18x3 cm circa, un alimentatore esterno come quello di un laptop, silenziosi quasi al punto da dimenticarsi che ci sono. Per un server domestico che deve stare acceso sempre, silenzio e consumi bassi contano parecchio.

Proxmox su entrambi

Su entrambe le macchine gira Proxmox VE. La scelta di un hypervisor invece di installare i servizi direttamente era quasi obbligata: voglio poter tenere separati i vari servizi, fare snapshot prima di aggiornare qualcosa, e in generale non avere tutto che dipende da tutto.

Proxmox gira bene anche su hardware modesto. Con 16 GB di RAM si stanno comodi — tengo un paio di VM leggere più diversi container LXC, e non ho mai visto la RAM saturare sul serio.

XPenology: la parte discutibile ma comoda

Sul 3070 ho una VM con XPenology, ovvero DSM di Synology che gira su hardware non-Synology. È una zona grigia, non lo nego — non è software open source e Synology non lo approva. Detto questo, per il mio uso domestico ho deciso che ci stavo bene.

Il motivo pratico è che DSM funziona molto bene come interfaccia NAS: gestione share, utenti, Synology Photos per i backup dei telefoni di famiglia, e una certa stabilità nel tempo. Avendo già i vecchi DS112j in casa, l’ecosistema delle app DSM lo conoscevo già.

Il disco da 1 TB del 3070 fa da storage principale per i dati di casa — documenti, foto, backup. Niente RAID interno per ora, mi affido agli snapshot di Proxmox e ai backup sui DS112j.

Portainer e Jellyfin

Sul 3050 invece ho un approccio diverso: container Docker gestiti con Portainer. Ci gira Jellyfin per il media server, qualche altro servizio minore e alcune automazioni. Tenere i container separati dalla VM XPenology mi permette di riavviare o aggiornare un servizio senza toccare lo storage.

Jellyfin con hardware transcoding funziona benissimo grazie all’Intel Quick Sync integrato nei processori di 9a generazione di questi OptiPlex. Anche streaming simultaneo a più dispositivi non ha mai dato problemi.

I vecchi DS112j: storage aggiuntivo dal nulla

I due Synology DS112j sono NAS single-bay del 2012 circa — lenti, con poco RAM, processori Marvell che fanno quasi tenerezza. Nuovi non li compererei, ma li ho recuperati e ci stanno dentro due HDD da 4 TB ciascuno.

Li uso come destinazione per i backup: lo script di backup del 3070 scarica ogni notte una copia dei dati importanti su entrambi i DS112j. Non sono veloci e DSM su quel hardware non riceve più aggiornamenti da tempo, ma per fare da target di backup su rete locale fanno il loro lavoro senza problemi.

È l’uso più sensato che potessi fare di hardware altrimenti destinato al cassetto. Il disco da 4 TB costa più del NAS che lo contiene, ma il NAS è già lì.

Cosa ho speso in totale

OptiPlex 3070: ~90€. OptiPlex 3050: ~75€. I DS112j li avevo già. Gli SSD da 1 TB li ho comprati nuovi, circa 55€ ciascuno. Gli HDD da 4 TB nei DS112j li avevo da prima in giro.

Difficile fare un confronto preciso perché il setup si è costruito nel tempo, ma orientativamente: meno di 400€ compresi i dischi nuovi, con capacità e flessibilità che un NAS entry-level da 500€ non avrebbe mai.

Le cose che non funzionano benissimo

La versione Micro degli OptiPlex ha un solo slot SATA interno. Per espandere lo storage si passa da dischi USB — non ideale, ma funzionale per backup — o si cambia forma factor. Non ho ancora trovato una soluzione elegante per avere più storage interno senza cambiare case.

XPenology richiede attenzione agli aggiornamenti: non si aggiorna come un sistema normale e ogni salto di versione DSM va valutato. Non è roba per chi vuole premere “aggiorna” senza pensarci.

Proxmox ha una curva di apprendimento che non è banale. Non è complicato, ma richiede di capire cosa si sta facendo.

Alla fine

Questo setup non è per tutti. Se si vuole qualcosa che funzioni senza pensarci, un Synology DS223 nuovo con garanzia e aggiornamenti automatici è probabilmente la scelta giusta.

Ma se si ha voglia di metterci un po’ di tempo, l’hardware aziendale usato offre qualcosa che i NAS commerciali entry-level non danno: potenza reale, RAM espandibile, flessibilità totale sul software. E spesso a un prezzo che lascia i soldi per i dischi, che sono la parte che conta davvero.


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