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Sono passati un paio di mesi dall’ultima volta che ho scritto una guida di questo tipo, e nel mondo delle mini console retrogaming due mesi bastano a stravolgere le carte in tavola. Da luglio a oggi Anbernic ha annunciato il suo primo chip Qualcomm, Retroid ha messo un prezzo ufficiale sul suo primo dual-screen, e ho scritto un pezzo intero solo sui cloni dell’R36S. Vale la pena rifare il punto, perché chi mi scrive per un consiglio d’acquisto oggi si trova davanti opzioni diverse rispetto a chi mi scriveva a luglio.
Divido come sempre per fascia di prezzo, perché è la domanda che mi fanno per prima: quanto vuoi spendere, e cosa vuoi davvero emulare.
Sotto i 60 euro: Miyoo Mini Plus o R36S
Qui il confronto è sempre tra gli stessi due nomi. Il Miyoo Mini Plus resta la scelta che consiglio più spesso a chi vuole il minimo indispensabile senza pensieri: schermo IPS da 3,5 pollici che rende benissimo con la pixel art di SNES e Game Boy Advance, custom firmware OnionOS pulita e già pronta all’uso, filiera di vendita più prevedibile perché non è un design open-source clonato da chiunque. Il limite è sempre lo stesso: niente stick analogici, solo croce direzionale.
L’R36S costa meno, sui 30-40 euro, e ha in più due stick analogici, ma qui la faccenda si complica: gli ho dedicato un articolo intero perché è uno dei device più white-labellati del settore, con decine di venditori che assemblano hardware diverso sotto lo stesso nome. Se lo cerchi, controlla sempre chip dichiarato (deve essere Allwinner H700), storico recensioni del venditore specifico, e diffida dei prezzi troppo aggressivi rispetto alla media. Fatto bene, è un ottimo ingresso nell’emulazione fino a PS1. Fatto male, è un pezzo di plastica che scricchiola e si pianta sul secondo gioco.
Fascia media, 150-200 dollari: qui Anbernic si gioca la partita più interessante
Ad agosto Anbernic ha rotto uno schema che teneva da anni: sempre Allwinner in basso, sempre Unisoc in mezzo. Con l’Anbernic RG 55G1 monta per la prima volta uno Snapdragon, il G1 Gen 2 Gaming Platform, lo stesso chip pensato apposta per il gaming portatile che troviamo sul Retroid Pocket Classic. Schermo IPS Full HD da 5,5 pollici, stick e grilletti a effetto Hall (niente drift nel tempo), batteria da 6000mAh. Il prezzo non è ancora ufficiale al momento in cui scrivo, ma le stime che girano nella community oscillano tra 150 e 180 dollari: se Anbernic conferma cifre in quella fascia, ha in mano un prodotto che punta dritto contro Retroid sul suo stesso terreno.
In attesa che l’RG 55G1 arrivi davvero sugli scaffali, il punto di riferimento consolidato in questa fascia è ancora l’Anbernic RG556: schermo AMOLED da 5,48 pollici con neri veri, chip Unisoc che regge bene fino a Dreamcast e PSP, con qualche titolo PS2 leggero giocabile a costo di compromessi. Gira Android, quindi la prima sera di configurazione tra RetroArch e core specifici richiede pazienza, ma una volta impostato funziona senza pensieri.
Fascia alta: Retroid Pocket 5, per chi vuole arrivare a PS2 e Wii U
Se il budget lo permette e l’obiettivo è emulare senza troppi compromessi anche PS2 e GameCube, il Retroid Pocket 5 è la scelta più equilibrata: schermo AMOLED di buona qualità, stick a effetto Hall, e un chipset di fascia alta che se la cava bene anche con titoli tridimensionali pesanti. Retroid ha nel frattempo affiancato il Retroid Pocket Classic, montando proprio lo Snapdragon G1 Gen 2 di cui parlavo sopra: su quel chip abbiamo già visto PS Vita, Nintendo 3DS e PSP girare senza patemi, con margine per spingersi fino a Wii U su titoli non troppo esigenti. È di fatto oggi il chip di riferimento della fascia alta, e lo vedremo probabilmente su altri modelli nei prossimi mesi.
Il segmento nuovo: dual-screen, se ti manca il Nintendo DS
Da luglio si è aperto un fronte che prima non esisteva davvero: gli handheld a doppio schermo pensati per emulare Nintendo DS senza compromessi. L’Anbernic RG DS ha aperto la strada, con due pannelli LCD entrambi tagliati sul formato DS. A settembre Retroid ha risposto con il Retroid Pocket Duo, annunciato a 269 dollari (variante ridotta Pocket Duo Lite da 149), con doppio OLED a 120Hz in due formati diversi, 16:9 sopra e 4:3 sotto: una scelta che punta a un uso più generalista, non solo emulazione DS pura. Ne ho scritto più in dettaglio nell’articolo dedicato: è ancora un dispositivo appena annunciato, senza recensioni indipendenti sul campo, quindi per ora lo segnalo come opzione da tenere d’occhio più che da comprare a scatola chiusa.
Quale comprare, secondo me
Se il tuo obiettivo è il minimo indispensabile per riscoprire NES, SNES, Game Boy e PS1 senza spendere una cifra importante, il Miyoo Mini Plus resta la scelta più sensata. Se vuoi anche gli stick analogici e sei disposto a verificare bene il venditore, l’R36S fa lo stesso lavoro spendendo meno, ma solo comprandolo dalla fonte giusta.
In fascia media, oggi consiglio ancora l’Anbernic RG556 perché è un prodotto maturo e disponibile, ma se il tuo acquisto può aspettare qualche settimana vale la pena guardare cosa succede con il prezzo dell’RG 55G1: se Anbernic lo piazza davvero sotto i 180 dollari, cambia gli equilibri della fascia.
Se il tuo obiettivo dichiarato è PS2, GameCube o Wii U in mano, senza compromessi sulla fluidità, il Retroid Pocket 5 o il Retroid Pocket Classic restano le scelte giuste, con la consapevolezza che sono dispositivi Android da configurare, non un “accendi e gioca”.
Un chiarimento che ripeto ogni volta perché mi arrivano sempre domande al riguardo: questi handheld emulano l’hardware, non arrivano con giochi dentro. Fare un dump dei tuoi giochi originali per uso personale è un conto, e in diversi paesi è una pratica legittima; andare a pescare ROM online di titoli che non hai mai posseduto è tutt’altra storia, ed è terreno su cui preferisco non dare consigli. Fatta questa premessa, tra i modelli elencati qui sopra trovi quasi certamente quello giusto per il tuo budget e per quanto sei disposto ad armeggiare con la configurazione.
