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Mi chiedono spesso quale mini console retrogaming comprare, di solito dopo che hanno visto qualche video di uno che gioca a Chrono Trigger in un aggeggio grande come un pacchetto di sigarette. La domanda sembra semplice, ma il mercato oggi è pieno di cloni cinesi con nomi quasi identici, fasce di prezzo che vanno da 20 a 300 euro, e differenze tecniche che a un primo sguardo non si capiscono affatto.

Ho selezionato tre handheld che coprono bene tre esigenze diverse: il tascabile economico e onesto, il compromesso con schermo top e stick analogici, e il mostro che ti emula quasi tutto quello che hai giocato da bambino fino all’adolescenza inoltrata.

Miyoo Mini Plus: il tascabile che consiglio più spesso

Se il budget è la priorità assoluta, il Miyoo Mini Plus resta il punto di riferimento. Costa una frazione degli altri due, entra letteralmente in una tasca dei jeans, ed è dotato di uno schermo IPS da 3,5 pollici che, nonostante la risoluzione non altissima, rende benissimo con la grafica pixel art di SNES, Game Boy Advance e sistemi 16-bit in generale: la densità di pixel sullo schermo piccolo fa sembrare tutto più nitido di quanto i numeri sulla carta suggeriscano.

Il limite più grosso, e va detto chiaramente, è l’assenza di stick analogici: solo croce direzionale e pulsanti frontali. Per emulare NES, SNES, Game Boy, Genesis, PS1 nella maggior parte dei giochi non è un problema, ma se il tuo obiettivo è N64 o PSP con i controlli analogici, qui ti scontri subito con un muro. Sul software gira OnionOS, una custom firmware open source molto ben curata, con interfaccia pulita, gestione ordinata delle raccolte per sistema e supporto agli shader per simulare lo scanline dei vecchi CRT, se ti piace quell’estetica.

Il chip dentro non è potentissimo, e infatti il Mini Plus si ferma bene entro la generazione PS1/N64 leggero, senza pretese oltre. Per quello che costa, e per quanto sta comodo in mano, è la scelta più sensata per chi vuole provare l’emulazione retro senza investire cifre importanti, o per chi lo vuole regalare a un adolescente curioso senza il timore che venga trattato come un oggetto delicato e costoso.

Anbernic RG556: il compromesso con lo schermo che si merita

Un gradino sopra, in una fascia di prezzo intermedia, c’è l’Anbernic RG556. La differenza si vede appena lo accendi: schermo AMOLED da 5,48 pollici con colori saturi e neri veri, molto più piacevole da guardare rispetto ai pannelli IPS economici degli handheld più a buon mercato. Qui trovi anche due stick analogici, quindi N64, PSP e persino Dreamcast smettono di essere un compromesso scomodo e diventano giocabili davvero.

Sotto il cofano c’è un chipset Unisoc discretamente potente, sufficiente per emulare senza troppi patemi tutto ciò che va da PS1 fino a Dreamcast e PSP, con qualche titolo PS2 leggero giocabile a costo di qualche compromesso grafico. Anbernic ha scelto Android come sistema operativo, il che porta con sé un vantaggio pratico non da poco: oltre agli emulatori classici (RetroArch, standalone come PPSSPP), puoi installare app normali, streaming, e persino qualche gioco mobile se ti va.

Il rovescio della medaglia di Android è la gestione più macchinosa rispetto a una custom firmware dedicata come OnionOS: devi configurare tu gli emulatori, organizzare le raccolte, aggiornare le app. Se vieni dal mondo “accendi e giochi” del Miyoo, la prima sera di configurazione richiede pazienza. Una volta impostato bene, però, resta lì e funziona senza pensieri.

Retroid Pocket 5: per chi vuole arrivare fino a PS2 e GameCube

In cima alla lista, per chi non vuole fare compromessi sulla potenza, c’è il Retroid Pocket 5. Monta un chipset di fascia alta derivato dal mondo smartphone, abbastanza potente da far girare in modo stabile PS2, GameCube e Wii, con parecchi titoli in modalità handheld a risoluzione e frame rate accettabili — cosa che fino a poco tempo fa richiedeva un mini PC dedicato collegato alla TV, non certo un dispositivo portatile.

Lo schermo AMOLED è di buona qualità, gli stick analogici usano sensori a effetto Hall (niente drift nel tempo, uno dei difetti più fastidiosi degli stick a potenziometro tradizionali che si consumano dopo mesi di uso), e la costruzione generale si sente più solida e curata rispetto ai concorrenti economici. Anche qui gira Android, con lo stesso discorso di configurazione manuale fatto per l’RG556: ci vuole un pomeriggio per mettere tutto a posto tra RetroArch, core specifici per PS2/GameCube e organizzazione delle librerie.

Il prezzo è coerente con quello che offre, il più alto dei tre, ma resta comunque una frazione di quanto spenderesti per un PC dedicato all’emulazione con prestazioni comparabili. Se il tuo obiettivo è rivivere l’era PS2/GameCube in mano sul divano o in treno, è oggi probabilmente la scelta più equilibrata sul mercato.

Quale comprare, secondo me

Se vuoi il minimo indispensabile per riscoprire NES, SNES, Game Boy e PS1 senza spendere una cifra importante e senza pensieri di configurazione, prendi il Miyoo Mini Plus. È perfetto anche come primo approccio per capire se l’emulazione portatile ti appassiona davvero prima di investire di più.

Se vuoi uno schermo che si gode davvero e gli stick analogici per PSP, N64 e Dreamcast senza spendere una follia, l’Anbernic RG556 è il compromesso che consiglio più spesso: copre bene la stragrande maggioranza delle console che la gente vuole rigiocare.

Se il tuo obiettivo dichiarato è PS2 e GameCube in mano, senza compromessi sulla fluidità, il Retroid Pocket 5 è quello giusto, con la consapevolezza che è comunque un dispositivo Android da configurare, non un “accendi e gioca”.

Una nota che vale per tutti e tre, e su cui sono abbastanza rigido: questi dispositivi emulano hardware, non contengono giochi. I ROM dei titoli che possiedi già su cartuccia o disco puoi estrarli tu stesso in molti paesi con procedure legali di backup personale; scaricare ROM di giochi che non possiedi è un’altra cosa, ed è quella zona grigia-nera che personalmente evito e su cui non mi sento di consigliare nulla. Detto questo, se vuoi rigiocarti i titoli della tua infanzia con lo schermo giusto in mano, uno di questi tre copre praticamente ogni esigenza e ogni budget.