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Chi mi scrive dopo aver comprato la prima stampante 3D fa quasi sempre la stessa domanda, entro la prima settimana: “ma serve altro oltre alla macchina?”. Sì, serve altro. Non tantissimo, e non deve costare quanto la stampante stessa, ma un pugno di accessori da pochi euro ti evita la metà dei problemi che di solito frustrano chi inizia. Ho scritto la guida su quale stampante economica comprare la settimana scorsa: questo è il seguito naturale, la lista di cosa mettere nel carrello subito dopo, prima ancora di lanciare la prima stampa seria.

Parto dal presupposto che tu abbia una FDM (Bambu Lab, Creality, Anycubic o simili): gli accessori per la resina sono un discorso diverso e già trattato altrove sul blog.

Piano di stampa flessibile PEI di ricambio

Il piatto che arriva di serie funziona, ma dopo qualche decina di stampe l’adesione cala e iniziano i primi scollamenti a metà stampa, di solito proprio sui pezzi con base piccola. Un piano flessibile magnetico in PEI di ricambio, delle dimensioni corrette per la tua macchina (220x220mm per la fascia Ender/Kobra, misure più piccole per l’A1 mini), risolve due problemi insieme: quando il primo si consuma lo cambi in trenta secondi senza smontare niente, e nel frattempo hai sempre un piano di riserva pronto invece di fermare la stampante per giorni in attesa di una spedizione.

Vale la pena prenderne uno testurizzato (superficie leggermente ruvida) se stampi tanto PLA: l’adesione a caldo è ottima e il distacco a freddo è quasi automatico, basta flettere il piano.

Spatola in metallo

Per staccare i pezzi che restano attaccati serve una spatola sottile in acciaio, non un cacciavite o un coltello da cucina come fa chi improvvisa i primi mesi (io l’ho fatto, e ho graffiato un piano di vetro in modo permanente). Una spatola pensata per la stampa 3D ha il bordo affilato ma non tagliente, entra sotto il pezzo senza segnare il PEI, e costa meno di un caffè al bar. Tienila sempre vicino alla stampante, non in un cassetto: è l’attrezzo che usi più spesso di tutti, anche più del taglierino.

Taglierino per supporti e tronchesine

I supporti di stampa vanno tolti, e farlo con le mani nude su pezzi con geometrie fini rovina i dettagli o, peggio, ti fa male alle dita se il materiale è rigido. Un paio di tronchesine da modellismo (le stesse che si usano per il plastic kit) tagliano i supporti sottili in modo pulito vicino alla superficie, mentre un taglierino con lama a scatto serve per i supporti più grossi o per rifinire i bordi dopo il taglio grezzo. Le due cose insieme, non una sola: le tronchesine da sole non entrano bene in certi angoli stretti, il taglierino da solo rischia di scheggiare pezzi delicati.

Calibro digitale

Questo è l’accessorio che i principianti sottovalutano di più, e secondo me è un errore. Il calibro digitale (va benissimo uno economico da 10-15 euro, non serve un Mitutoyo da officina) ti serve per due cose fondamentali nelle prime settimane: misurare il diametro reale del filamento (spesso non è esattamente 1.75mm come scritto sulla confezione, e lo slicer lo deve sapere per estrudere la quantità giusta) e verificare le dimensioni dei pezzi stampati contro il modello 3D originale, per capire se la tua stampante ha problemi di calibrazione degli assi. Senza calibro stai stampando “a occhio”, e per pezzi funzionali (ingranaggi, incastri, viti) è la differenza tra un pezzo che funziona e uno da ristampare.

Kit di pulizia ugelli

L’ugello si intasa, prima o poi, con qualsiasi filamento e qualsiasi stampante. Un kit di aghi in acciaio di diversi diametri (di solito da 0.15 a 0.4mm, coordinati con la dimensione del tuo nozzle) ti permette di liberare l’intasamento a caldo, infilando l’ago dal basso mentre l’hotend è in temperatura, senza dover smontare l’estrusore. Ci si mettono cinque minuti una volta capito il trucco, contro l’ora buona che serve a smontare tutto se non hai gli aghi giusti a portata di mano. Vale la pena prendere anche un piccolo spazzolino in ottone per pulire i residui carbonizzati intorno al nozzle: il filamento bruciato che si accumula lì peggiora la qualità superficiale delle stampe successive.

Colla stick per l’adesione al piatto

Con un piano PEI ben tenuto la colla non serve quasi mai per il PLA, ma con ABS, ASA, PETG o filamenti particolarmente propensi al warping è quasi obbligatoria. Una colla stick normale (non serve quella specifica per stampa 3D a prezzo gonfiato, va benissimo una colla vinilica in stick da cartoleria) stesa in uno strato sottile aumenta l’adesione a caldo senza lasciare residui difficili da togliere dopo. Tienine sempre una vicino alla stampante: è l’accessorio più economico di questa lista e quello che risolve più stampe fallite per scollamento.

Cassetta essiccante per il filamento

Questa è quella che i principianti scoprono per ultima, di solito dopo aver stampato per mesi con bobine lasciate all’aria aperta e essersi chiesti perché certe stampe vengono con superfici opache, scoppiettii durante l’estrusione o fili sottili che si spezzano da soli. Il PLA assorbe umidità dall’aria più di quanto si pensi, e il PETG e il nylon ancora di più. Una cassetta ermetica con silica gel (o, meglio ancora, un dry box attivo con resistenza che mantiene una temperatura costante durante la stampa, tipo quelli di eSUN o Sunlu) fa una differenza visibile sulla qualità superficiale, soprattutto se vivi in una zona umida o tieni la stampante in garage o cantina.

Cosa comprerei io, in ordine

Se devo dare una priorità a chi ha appena tolto la stampante dalla scatola: spatola e colla stick il primo giorno, costano pochissimo e servono da subito. Calibro digitale e kit pulizia ugelli entro la prima settimana, prima che arrivi il primo intasamento o il primo pezzo funzionale da verificare. Piano PEI di ricambio e cassetta essiccante li comprerei entro il primo mese, quando inizi a stampare con costanza e il piano originale mostra i primi segni di usura.

Nessuno di questi accessori costa quanto un aggiornamento hardware vero, e messi insieme probabilmente spendi meno di una bobina di filamento di marca. Ma bastano a evitare che le prime settimane le passi a maledire la stampante invece che a imparare davvero a usarla. Se poi ti scontri lo stesso con stampe che non partono o si staccano a metà, ho scritto anche una guida sugli errori più comuni nella stampa 3D che vale la pena tenere a portata di mano.